Matrimonio

Sei mesi prima della data della celebrazione del matrimonio prendere appuntamento con il parroco, per telefono o per email.

DOCUMENTI PER IL MATRIMONIO CONCORDATARIO

1) Religiosi
a) Certificato di Battesimo uso matrimonio (comprensivo cioè delle note marginali);
b) Certificato di Cresima;
c) Certificato di stato libero (se occorre).

2) Civili
a) Contestuale (cittadinanza, residenza e stato libero) in carta libera.
b) Certificato di Eseguite Pubblicazioni Civili per un matrimonio concordatario.

Casi Particolari
l) Stranieri:
— Nulla Osta consolare con fotocopia e con la legalizzazione della firma del Console da parte dell’Ufficio Territoriale del Governo di Roma (Viale Ostiense 131/L) se la nazione che lo rilascia non appartiene all’Unione Europea.
— Certificato di Capacità Matrimoniale per gli stati firmatari della Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980: Austria, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldova, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia.

2) Per coloro che hanno ricevuto la dichiarazione di nullità da un Tribunale ecclesiastico: Sentenza di nullità con notifica del Decreto di
esecutività, ed eventuale documento di revoca del divieto di passare a nuove nozze.

3) Per coloro che hanno ricevuto lo scioglimento del vincolo da un matrimonio solo civile: Sentenza di divorzio o Estratto dell’Atto di Matrimonio
civile (se il matrimonio fu sciolto con accordo concluso dinanzi all’ufficiale di stato civile).

Vogliamo ora soffermarci sui certificati richiesti per sottolinearne alcune peculiarità.

Battesimo

1) Il certificato non deve superare i sei mesi dall’emissione. La scadenza si giustifica per la presenza di eventuali annotazioni marginali sull’atto di battesimo che possono alterare lo stato giuridico del/la nubendo/a.

2) Nell’impossibilità di esibire il certificato, perché battezzati all’estero, è sufficiente anche un documento con data anteriore ai sei mesi, purché ci sia la testimonianza giurata (prestata cioè dinanzi al parroco cattolico del luogo) di persone degne di fede che confermino lo stato libero ecclesiastico del/la
nubendo/a. Se tali persone abitano a Roma, tale dichiarazione viene prestata presso il nostro Ufficio Matrimoni.

3) Se per vari motivi (es. chiesa distrutta) non è possibile reperire la certificazione di battesimo, è «sufficiente la dichiarazione di un solo testimone al di sopra di ogni sospetto o il giuramento dello/a stesso/a battezzato/a, se ha ricevuto il battesimo in età adulta» (cfr can. 876 C.J.C.). La dichiarazione del testimone – chiamata anche “Ricostruzione del battesimo” – si effettua esclusivamente presso il nostro Ufficio Matrimoni.

4) Validità e riconoscimento. È valido il battesimo celebrato nelle Chiese e Comunità ecclesiali ortodossa, valdese, metodista, battista, luterana e anglicana, e in genere sono validi i battesimi amministrati in nome della SS. Trinità. Non sono riconosciuti validi i battesimi dei Testimoni di
Geova e dei Mormoni, mancando nel loro rito l’indispensabile riferimento Trinitario (cfr. ad Totam Ecclesiam, Direttorio Ecumenico per l’applicazione delle decisioni del Concilio Vaticano II sull’ecumenismo, Parte I. Segretariato per l’Unione dei Cristiani. 1967, 13, a).

5) Nel compilare l’atto di battesimo il Parroco trascriva anche le annotazioni marginali (adozioni, altro matrimonio celebrato, dichiarazione di nullità di matrimonio, divieto di passare a nuove nozze) trasmettendo il documento in busta chiusa al Parroco che istruisce la pratica.

6) La legalizzazione della firma del Parroco da parte del Vicariato non è più necessaria per le Diocesi che sono in Italia, ma è richiesta a volte se il documento dovrà presentarsi all’estero.


Cresima

1) Il certificato non ha scadenza.

2) Occorre ricevere il Sacramento prima del matrimonio «se è possibile farlo senza grave incomodo» (cfr. can. 1065 C.J.C.).

3) Non si deve conferire la cresima prima del matrimonio a nubendi che vivono in situazione coniugale irregolare (conviventi o sposati civilmente) (cfr. art. 8 D.G.).

4) Per provare l’avvenuta confermazione, il certificato di cresima può essere sostituito con una dichiarazione giurata da parte dell’interessato/a (cfr. can. 894 C.J.C.).

Stato libero ecclesiastico

1) Il Parroco che istruisce la pratica redige anche la prova testimoniale di stato libero dei nubendi che dopo il sedicesimo anno di età hanno dimorato in una Diocesi diversa da quella in cui hanno il domicilio (cfr art. 9 D.G.). Se non è possibile avere la prova testimoniale di stato libero, le risposte date alla domanda n. 1 della posizione matrimoniale valgono come giuramento suppletorio.

2) Per lo stato libero degli stranieri fanno fede l’annotazione negativa a margine del certificato di battesimo e lo stato giuridico espresso nel NULLA OSTA consolare.

3) Per lo stato libero dei non battezzati il Parroco deve richiedere alla parte non cattolica una dichiarazione scritta rilasciata da testimoni idonei che attesti che essa non ha contratto mai alcun matrimonio. «Questa richiesta non è segno di mancanza di fiducia nella persona non cattolica o di minor
rispetto delle sue convinzioni religiose… più precisamente vuole accertare che non ci sia l’impedimento di un precedente vincolo matrimoniale a norma del can. 1085 C.J.C.» (cfr. art. 49 D.G.).

Contestuale

1) È un documento cumulativo da richiedere (in carta libera) presso lo sportello demografico del proprio Municipio
che contiene:
– residenza
– cittadinanza
– stato libero

N.B. Dal 2014 è possibile ottenere tale certificato contestuale tramite lo Sportello Amico abilitato delle Poste, al costo di circa 8 euro.

Casi da sottoporre all’Ordinario

è necessario annettere alla pratica di matrimonio la richiesta della Licenza dell’Ordinario nei casi di:
– matrimonio canonico dopo il civile;
– matrimonio di divorziati da matrimonio civile;
– matrimonio misto tra battezzato cattolico e battezzato non cattolico (ortodosso o di altre confessioni cristiane);

è necessario invece rivolgersi al Nostro Ufficio prima di istruire la pratica matrimoniale nei casi di:
– matrimonio per disparità di culto (tra un battezzato cattolico e un NON battezzato);
– matrimonio concordatario con sospensione degli effetti civili;
– matrimonio canonico dei minorenni;
– matrimonio canonico dei vedovi;
– matrimonio con celebrazione separata dei due riti (matrimonio solo canonico).
– matrimonio solo canonico di una persona ancora in attesa di sentenza di divorzio.
– matrimonio di due ortodossi

NOTA BENE:
La pratica matrimoniale a norma del can. 1115 C.J.C., si può svolgere indifferentemente nella parrocchia di domicilio di uno dei due nubendi.
In presenza di una seria motivazione pastorale (ad esempio l’inserimento dei fidanzati nei gruppi/movimenti in una terza parrocchia) può essere il Parroco di quest’ultima ad istruire la pratica matrimoniale, purché abbia la licenza scritta (mod. XIII) rilasciata da uno dei due Parroci: in questo caso
però il terzo Parroco è obbligato oltre ad istruire la pratica matrimoniale anche a celebrare il matrimonio in parrocchia.

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